| Il Giullare ed il Gigante: il Tempo e la Fòcara |
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| Sabato 06 Dicembre 2008 00:35 |
Raggomitolato in un cantuccio della piazza, sfiorato appena dal riverbero del fuoco, guardo, silenzioso e schivo, la Fòcara bruciare. La fiamma, in contorti, ghignanti ghirigori, scrive nell’aria, con lingue di fuoco, la storia di sempre mai letta da sempre. La Fòcara, simile all’Araba Fenice, che risorge, anno dopo anno, dalle sue ceneri è il simbolo tangibile del “tutto si evolve perché niente cambi”; “niente diventi diverso e tutto resti inalterato”, pur nella continua diversità della forma. Ascolto di soppiatto le voci di gente, i suoni argentini che sanno di festa… che sanno di amore…, che sanno di pace. Risuona nell’aria un lamento, riecheggia nel cielo uno strillo; mi volto a guardare: la Fòcara brucia ed inizia a morire. Fa sempre tristezza vedere il “Gigante” che, preda del fuoco, sparisce ogni istante e che , ad ogni istante, chiedendo un aiuto, vien solo deriso, vien solo schernito!
Si parla di festa, si inneggia all’amore, si brama la pace…ma basta guardare, con occhi pìù attenti, l’esistere umano, si resta confusi, si resta impietriti. Volteggiano in cielo sperduti ricordi …certezze … sensazioni…bramosie; riecheggiano nell’aria allegri scoppiettii e sibili stridenti: mi volto a guardare…ristagna, dipinto nel cielo, l’allegro “Giullare” che vibra e si muove sulle ali del vento al calore del fuoco. E intanto il “Gigante” continua a morire, la fiamma lo inghiotte…e sparisce il “Gigante” ad ogni istante, chiedendo ogni istante un aiuto, ma è sempre deriso…vien sempre schernito. L’umanità grida…urla: l’amore, la pace. “L’Amore, la Pace”?… Nessuno ci insegna cos’è quest’amore. Cos’è questa pace. L’amore universale ?…L’amore come carità?…L’amore carnale?… Quale amore?…Quale pace? La pace dei sensi dovuta alla droga?…che uccide, massacra, che falcia ridendo i giovani acerbi … delusi … rinnegati da una società massificata fino all’impotenza… fino al disastro? La pace della “Nostra Società Globalizzata” che si ridicolizza agli occhi del mondo? La pace per quello che pure Fratello, Fratello non è? Riecheggia nell’aria uno strillo, mi volto a guardare: ristagna nel cielo il “Giullare” che ghigna beffardo, vibrando sulle ali del vento al calore del fuoco. E intanto il “Gigante” continua a morire, chiedendo ogni istante un aiuto che viene, ogni istante, da tutti negato! Nascondo me stesso alla gente, che, allegra e ridente, circonda la Fòcara…la guarda bruciare, la guarda sparire.Risuona nell’aria uno scoppio, riecheggia nel cielo uno strillo. Mi volto perplesso, a guardare…ristagna, nel cielo, il “Giullare” che vibra, beffardo, sulle ali del vento al calore del fuoco. La Fòcara lenta continua a bruciare. Piangendo “il Gigante” si avvia alla sua morte e chiede, sperando, alla gente un aiuto. Ma è giorno di Festa, la Festa te Sant’Antoni nuesciu, e tocca al “Gigante”, costretto a morire, il chiedere al “Cielo” l’aiuto per l’Uomo! Vito Pellegrino
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