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Avvicinandosi ai piedi del “cantiere” allestito per la costruzione del monumentale falò, sono ravvisabili numerosi mucchi di fascine, sparsi qua e la per tutta la piazza, in attesa di esser posti, uno sull’altro, come fossero massi. Dinanzi ad un simile spettacolo, istintivamente ci si chiede da dove possano giungere cosi tanti fasci, ed ancora, chi si possa occupare del loro ammucchiamento, della loro raccolta e del loro trasporto.La risposta è semplice, a differenza da tutto il resto: " i protagonisti sono i medesimi costruttori del monumentale manufatto ".
Le fasi sono diverse e complesse: i tralci, comunemente denominati “ sarmente “ , vengono ricavati dalla potatura della vite, per poi essere adagiati ai piedi della stessa pianta, posti trasversalmente al filaro, ammassati ed, infine, legati in un unico fascio, seguendo un’antica tecnica tramandata dai nostri avi. Segue il trasferimento delle fascine ( fasci ) dall’interno dei campi sino al bordo-strada e la sistemazione delle stesse a bordo dei diversi camion messi a disposizione per il loro trasporto in piazza Tito Schipa, luogo e dimora della grande Fòcara. A cura di F.M.Z. Si ringrazia vivamente An. Ep. e Fl.Ma.Za. Visualizza la galleria fotografica
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